Abbiamo tutti a cuore la salute e la bellezza della nostra chioma, ma spesso dimentichiamo di prenderci cura del cuoio capelluto. È qui infatti che è innestato il bulbo e dove il capello nasce e si sviluppa. Anche se curiamo molto i nostri capelli, dunque, è bene sapere che tutto accade nel cuoio capelluto.

Per cuoio capelluto si intende quella parte della nostra pelle che riveste il cranio e all’interno della quale si innestano i follicoli piliferi, ossia i bulbi dei nostri capelli. La nostra capigliatura, a prescindere da quanto sia folta, poggia dunque sul cuoio capelluto che è anche definito scalpo o cute dei capelli e non è altro che pelle. Conoscere bene il cuoio capelluto può aiutarci a migliorare la salute e la bellezza dei capelli.

Follicoli piliferi

I follicoli piliferi, da cui nascono peli e capelli, si formano già durante la gravidanza, intorno al secondo mese, e da quel momento non smettono più di formarsi, fino alla nascita. Quando il bambino viene alla luce, il suo patrimonio di follicoli è ormai completo e non se formeranno di nuovi durante la vita.

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Anche i follicoli piliferi hanno un ciclo vita e così, se alla nascita mediamente una persona ha circa 1200 follicoli per ogni cm², nel corso degli anni i follicoli tendono a diminuire. A 30 anni sono circa la metà e a 60 anni, mediamente, ne restano circa 400 per ogni cm², ossia un terzo. Questi valori sono ovviamente da considerarsi al ribasso nel caso delle persone calve o tendenti alla calvizie.
Solo un terzo dei follicoli piliferi presenti nel cuoio capelluto danno origine ai capelli, mentre gli altri due terzi producono i peli vellus, quella finissima peluria presente su tutto il corpo. I peli vellus sono trasparenti, non più lunghi di 2 cm e al tatto possono essere avvertiti anche in quelle aree del corpo apparentemente calve.

Questo vuol dire che, intorno ai 30 anni, dei 600 follicoli presenti su un cuoio capelluto sano solo 200 producono capelli, per un totale di circa 120.000 capelli, numero destinato a diminuire nel corso della vita sebbene sia possibile intervenire stimolare i follicoli piliferi grazie a prodotti specifici, prima che esauriscano del tutto il loro ciclo di vita.

La struttura del cuoio capelluto

Come abbiamo visto, il cuoio capelluto non è altro che pelle e il suo rinnovamento cellulare dura circa 2 settimane. Si compone di tre strati sovrapposti che, da quello più esterno a quello più interno, sono: epidermide, derma e ipoderma. I primi due costituiscono il tessuto cutaneo e contengono vasi capillari e nervi a livello dell’epidermide e fibre elastiche nel derma. L’ipoderma è anche definito tessuto sottocutaneo. Al di sotto di questo si trova il muscolo epicranico, a diretto contatto con la volta cranica.

L’epidermide del cuoio capelluto

Questo tessuto è formato da quattro strati di cellule, i cheratinociti. Questi vengono prodotti nella parte più profonda dell’epidermide ed impiegano circa 28 giorni a raggiungere la superficie della pelle. In questo periodo i cheratinociti producono la cheratina, ossia quella sostanza che avrà il compito di proteggere la pelle da sostanze e agenti ambientali che possono danneggiare la cute.

Lo strato profondo dove nascono i cheratinociti, o membrana basale, non è altro che una sottilissima lamina di cellule che garantisce il collegamento dell’epidermide al derma, lo strato più profondo del tessuto cutaneo. Attraverso la membrana basale avviene il flusso di nutrienti tra epidermide e derma.

Le anomalie del cuoio capelluto a livello epidermico

Grazie alla cheratinizzazione la pelle si rinnova continuamente, espellendo dalla superficie cutanea dei capelli le cellule morte che vengono rimpiazzate da cellule nuove.

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Questo ricambio è quasi sempre impercettibile e, quando si verificano delle anomalie, le cellule morte si ammassano, assumendo l’aspetto di squame.

Questo fenomeno, comunemente identificato con la forfora, porta con sé diversi problemi al cuoio capelluto. Talvolta si associa solo ad un forte prurito alla cute ma, nelle persone predisposte, può causare anche una forte irritazione della cute, che provoca dolore e bruciore, chiamata dermatite seborroica.

Il derma del cuoio capelluto

cuoio capelluto sano seboPoiché è in questo strato che risiedono i vasi sanguigni, è proprio in questo livello del cuoio capelluto che avviene la vascolarizzazione cutanea, deputata al nutrimento dei capelli e, in definitiva, a garantire la salubrità di tutto il cuoio capelluto.

Nel derma si trovano inoltre i fibroplasti, cellule che producono una sostanza gelatinosa che serve a filtrare gli elementi nutritivi che arrivano dalla microcircolazione del sangue. Questa sostanza, definita “fondamentale”, è in tutto il derma e si compone di una fitta trama di fibre di collagene ed elastina grazie alle quali il tessuto cutaneo ottiene consistenza ed elasticità.

Nel derma si trovano, inoltre, bulbi piliferi e ghiandole sebacee.

La radice del capello: il bulbo pilifero

Il bulbo pilifero si trova nella parte più profonda del follicolo, insieme alla papilla dermica che è ricca di terminali nervosi e vasi sanguigni. Nel bulbo si trovano quelle cellule che si occupano della germinazione e riproduzione dei capelli. Il bulbo viene spesso definito “radice del capello” ma in realtà questa definizione è impropria.

La funzione del bulbo è quella di fornire nutrimento al capello ed ha un aspetto tondeggiante, con un diametro molto più largo di quello del fusto del capello. Quando così non è, ci troviamo davanti ad un bulbo che non è sano, e che potrebbe essere infiammato, danneggiato o atrofizzato.

Le ghiandole sebacee e il sebo

cuoio capelluto sano sebo-ghiandolaLe ghiandole sono organi che liberano sostanze utili all’interno del corpo. Le ghiandole sebacee, in particolare, producono sebo, una sostanza grazie alla quale la pelle e i capelli si mantengono morbidi, idratati e lubrificati.

Quando la produzione di sebo subisce delle alterazioni per eccesso o per difetto, però, comporta dei problemi al cuoio capelluto e, di conseguenza, ai capelli, come prurito o capelli grassi.

L’ipoderma, o tessuto sottocutaneo del cuoio capelluto

Questo strato è quello più profondo del cuoio capelluto e si compone di tessuto connettivo. Questo tessuto è ricco di cellule adipose (adipociti) che servono alla formazione dei grassi, ed è per questo chiamato anche tessuto adiposo sottocutaneo. Queste caratteristiche rendono l’ipoderma molto spugnoso così che la pelle possa scivolare sugli organi sottostanti proteggendoli e isolandoli termicamente

All’interno dell’ipoderma trovano posto i follicoli piliferi che ottengono da questo strato il primo nutrimento che serve loro a vivere.

Il muscolo epicranico del cuoio capelluto

Al di sotto dei tre strati che compongono il cuoio capelluto (epidermide, derma e ipoderma) si trova il muscolo epicranico. Questo si compone di fasce muscolari che permettono di corrugare la fronte, spostando in avanti il cuoio capelluto e a sua volta si divide in: muscolo frontale, muscolo occipitale e galea capitis.

Funzioni del cuoio capelluto

Come abbiamo visto, il cuoio capelluto riveste la testa e la protegge dall’aggressione di sostanze chimiche e agenti atmosferici. Il cuoi capelluto, inoltre, regola la temperatura degli strati superiori della testa. Si può pertanto dire che il cuoio capelluto svolge la funzione di barriera fisica, di isolamento termico e di protezione immunologica.

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Quando questo viene danneggiato o alterato, anche i capelli ne risentono manifestando leggeri problemi o vere e proprie malattie, tra le quali le più comuni sono la dermatite seborroica, psoriasi, forfora, capelli secchi o grassi e follicolite.

Circa il 60% delle donne ed il 40% degli uomini ha un cuoio capelluto particolarmente sensibile e le cause possono essere molto diverse.

Per questo è molto importante individuare con cura i prodotti detergenti e lo shampoo più adatti alla fisiologia del proprio cuoio capelluto, e usare quelli più adatti.