Per mantenere sempre sana e bella la nostra capigliatura è indispensabile conoscere a fondo i nostri capelli. Capire la fisiologia, la chimica e la struttura dei nostri amati capelli ci aiuta infatti a prevenire e contrastare nel modo più efficace i problemi che possono interessarli.

Composizione chimica dei capelli

Conoscere la composizione chimica dei propri capelli è il primo passo per mantenere la chioma sana, ricca e voluttuosa.

I componenti del capello sono quattro: la più nota cheratina, la melanina, i lipidi e i minerali. Questi quattro elementi, combinati tra loro, sono responsabili della forma e del colore dei capelli.

Cheratina per rinforzare i capelli

La cheratina è l’elemento principale del capello, costituendo tra il 65% e il 96% della totale percentuale dei suoi componenti. La ‘cheratinizzazione’, ossia la formazione dei capelli, consiste in un processo grazie al quale le cellule germinative risalgono dalla radice verso il cuoio capelluto dando vita al capello.

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Questo processo viene influenzato dagli ormoni, dalle vitamine presenti nell’organismo, ma anche da fattori genetici e metabolici. Di conseguenza le carenze dietetiche, o eventuali difetti enzimatici delle vie di sintesi del colesterolo e degli acidi grassi, possono provocare anomalie nel processo di cheratinizzazione, causando diversi problemi.

La cheratina si dispone lungo la superficie del fusto del capello, rendendolo impermeabile. In questo modo il capello risulta robusto e resistente, a dispetto del suo spessore che non supera un decimo di millimetro.

È per questo che normalmente i trattamenti per rinforzare i capelli sono spesso a base di questa molecola.

La cheratina regola anche l’elasticità: permette a un capello sottoposto a trazione di allungarsi (per ben un 5% della sua lunghezza) e di ritirarsi rapidamente quando la forza applicata viene sospesa. Non da ultimo, la cheratina garantisce la plasticità del capello, proprietà che rende possibile la messa in piega!

La melanina: responsabile del colore dei capelli

Il colore dei capelli dipende dalla melanina, un altro dei quattro componenti chimici del capello. È un insieme di pigmenti naturali prodotti da cellule specifiche: i melanociti. Questi producono due differenti tipologie di melanina: eumelanina (marrone-nera) e feomelanina (rossastra).

L’eumelanina si trova nei capelli scuri, mentre la feomelanina è presente nei capelli biondi e rossi. La profondità del colore dei capelli di ogni persona cambia a seconda del modo (del tutto soggettivo) in cui si combinano eumelanina e feomelanina, responsabili dell’intera gamma di colori di capelli.

Questi due pigmenti diventano solubili a contatto con acidi forti e possono essere decolorati con l’acqua ossigenata. Questa caratteristica che li contraddistingue è alla base dei trattamenti chimici utilizzati per la colorazione dei capelli. Con l’avanzare dell’età di un individuo, i melanociti attivi diminuiscono e, di conseguenza, rallenta la produzione della melanina, provocando un aumento dei capelli bianchi e grigi.

Effetti dei lipidi su capelli e cuoio capelluto

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I lipidi sono composti organici che, attraverso il sebo che li compone, lubrificano e proteggono sia il cuoio capelluto che i capelli. Il 75% dei lipidi presenti sul cuoio capelluto è prodotto da apposite ghiandole sebacee, mentre il restante 25% ha provenienza epidermica.

I lipidi presenti nei capelli, contenuti nel sebo, sono costituiti da: trigliceridi, cere, squalene e steroli. Quando vengono poi assorbiti dai follicoli piliferi vengono contaminati da altri elementi: cellule cornee, acqua, digliceridi, monogliceridi e acidi grassi liberi.

Dalla salute delle ghiandole sebacee dipende dunque anche la salute dei capelli e del cuoio capelluto. In caso di produzione insufficiente di sebo, i capelli soffriranno di asteatosi, meglio conosciuta come cute secca. Al contrario, quando è prodotto sebo in eccesso, bisogna fare i conti con la cute grassa, responsabile dei capelli grassi.

I minerali presenti nei capelli

I minerali sono elementi chimici indispensabili per mantenere in salute tutto l’organismo, capelli compresi. Diversi studi scientifici hanno dimostrato come la qualità dei capelli dipenda dalla quantità di minerali presenti nei capelli e dalla loro composizione. In particolare:

  • Il ferro è in dosi più alte nei capelli rossi e più basse in quelli biondi e neri;
  • Il magnesio è il minerale più presente nei capelli neri;
  • Il piombo predomina nei capelli castani;
  • Lo zinco è indispensabile per la corretta attività delle cellule responsabili della crescita dei capelli.
  • Il rame è essenziale per assicurare il processo di produzione della melanina.

Poiché le percentuali di minerali sono differenti in ogni essere umano, la loro combinazione costituisce una caratteristica del tutto soggettiva, contribuendo alla caratterizzazione di ogni persona.

La carenza di uno o più di questi sali minerali può determinare diversi problemi per la capigliatura.

Una carenza generalizzata affligge il bulbo pilifero, che non riesce più a produrre cheratina nella giusta quantità, esponendo il capello al rischio delle doppie punte e di una complessiva fragilità.

Nello specifico, una carenza di ferro o di rame può comportare un aumento della caduta dei capelli. In caso di aumento di capelli grigi e bianchi, si potrebbe trattare di una carenza di magnesio. Adeguati livelli di zinco garantiscono una massa di capelli sana e folta.

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Fisiologia dei capelli

I capelli sono nè più nè meno che peli comuni che crescono sul cuoio capelluto. Questo perché i peli si dividono in diversi tipi, i peli vellus e i peli terminali, categoria nella quale rientrano appunto i capelli.

Peli vellus

I peli vellus costituiscono quella peluria quasi invisibile, come lanugine, distribuita su quasi tutta la cute, compreso il cuoio capelluto. Sono innestati all’interno di follicoli di piccole dimensioni, con ghiandole sebacee voluminose.

Peli terminali

I peli terminali si distribuiscono sulla cute e sul cuoio capelluto. Sono peli più spessi e più lunghi e sono colorati (pigmentati); li troviamo, per intenderci, lungo braccia e gambe, su pube e ascelle e sul viso degli uomini. Al contrario dei peli vellus, questi peli sono radicati in follicoli più grandi ma con ghiandole sebacee più piccole.

Poiché il capello è un pelo comune, come tutti i peli, si sviluppa a partire da un follicolo pilifero. Il follicolo pilifero si trova nel tessuto sottocutaneo (ipoderma) e al suo interno si innesta la ghiandola sebacea, all’altezza del derma, quindi più vicina all’epidermide e alla superficie del cuoio capelluto.

Struttura di un capello sano

Sono tre le parti che compongono il capello: bulbo pilifero, radice e fusto. Quest’ultimo è quello cui normalmente pensiamo quando si parla di capelli: è esterno al follicolo e visibile sul cuoio capelluto, mentre radice e bulbo sono all’interno del follicolo pilifero.

Radice

La radice è all’interno del follicolo ed è immersa nella cute in profondità. È questa la parte viva e vitale del capello: è la radice, infatti, che ne regola la crescita e il rinnovamento.

Bulbo pilifero

Il bulbo è più in profondità rispetto alla radice, nella parte inferiore del follicolo pilifero. Nel bulbo si innesta la papilla dermica, deputata a nutrire il capello poiché è ricca di terminali nervosi e vasi sanguigni. La papilla dermica produce le cellule germinative che, man mano che si riproducono, spostano verso l’alto le più vecchie. Questo processo di risalita delle cellule verso la cute è la cheratinizzazione. In questa fase il capello perde vita e si irrigidisce, dando origine al fusto.

Fusto del capello

Forse sorprenderà, ma il fusto (o stelo) è proprio la parte morta del capello. Si forma infatti dal processo di cheratinizzazione appena visto, ossia di quelle cellule che hanno perso le funzioni vitali e hanno acquisito una grande resistenza grazie alla cheratina. Lo spessore del fusto è mediamente di 65-78 micron in una persona adulta.

Fusto del capello sano

Il fusto del capello a sua volta si compone di tre strati che ne costituiscono la struttura.

Cuticola

È la parte più esterna ed è formata da sottilissime cellule trasparenti di circa 0,2/0,5 micron di spessore. Questo strato è deputato a proteggere il capello e, proprio per questo, è il primo a subire i danni degli agenti ambientali.

Quando la cuticola viene rovinata, per esempio a causa di prodotti aggressivi, trattamenti chimici o spazzolature continue, la salute del capello è a rischio.

Corteccia

È la parte intermedia e più abbondante del fusto del capello e ne determina forma e consistenza. La corteccia consiste in un fascio di macrofibrille che contengono melanina, la sostanza da cui dipende il colore dei capelli.

I comuni trattamenti, che utilizziamo per cambiare il colore e la forma dei capelli, apportano modifiche chimiche al livello della corteccia che può addirittura scomparire del tutto a causa dell’effetto di agenti chimici dannosi.

Per chiarire, problemi come le doppie punte (tricoptilosi) o capelli sfibrati sono causati dalla perdita della cuticola a seguito di trattamenti fisico-chimici inappropriati.

La salute dei capelli passa in primis per la loro forza ed evitare di indebolirli previene il rischio di perderli. Per questo è consigliabile intervenire avvalendosi di trattamenti mirati che rinforzino sia la cuticola che la corteccia dei capelli. Con il giusto prodotto e il giusto trattamento è possibile restituire salute e forza ai propri capelli.

Midollo

Sotto la cuticola e sotto la corteccia trova posto il midollo. Si compone di colonne di cellule piuttosto arrotondate, separate da cuscinetti d’aria, e serve al capello per proteggerlo dal freddo.

Tipi di capelli

I capelli sono una delle principali caratteristiche che identificano una persona: il colore, la forma, la lunghezza, talvolta anche lo spessore, definiscono e distinguono tra loro gli individui. Studi scientifici negli anni hanno identificato i diversi fattori genetici e ambientali nonché gli stili di vita coinvolti nella determinazione e nello sviluppo della struttura dei capelli.

Forma dei capelli

conoscere capelli tipi capelliA seconda delle caratteristiche genetiche, gli esseri umani tendono ad avere tipi di capelli con forma e caratteristiche specifiche. L’etnia cui si appartiene è pertanto una variabile importante ed a partire da questa sono state identificate tre forme di capelli.

  • CAPELLI CIMOTRICHI, ossia quelli ondulati o ricci, tipici dei geni caucasici, caratterizzati da un fusto a sezione ellittica larga;
  • CAPELLI ULOTRICHI, lanosi o crespi, tipici dei geni delle persone con la pelle scura, caratterizzati da una sezione del fusto piatta;
  • CAPELLI LISSOTRICHI, lisci e rotondi, sono tipici dei geni mongoli e asiatici.

Spessore dei capelli

A seconda del tipo di capello, cambia lo spessore. Mediamente il diametro del fusto è di circa 70 micron (millesimi di millimetro).

Contrariamente a quanto si può forse pensare, i capelli più sottili sono quelli ulotrichi (africani), seguiti da quelli cimotrichi (indoeuropei). I capelli più spessi di tutti, ossia con il diametro maggiore, sono i capelli lissotrichi (asiatici).

Lunghezza dei capelli

Quella che non cambia in funzione delle etnie è invece la velocità con cui crescono i capelli, che è mediamente 0,3 mm al giorno (circa 1 cm al mese). La lunghezza massima raggiungibile non è infinita e cambia da persona a persona.

Per intervenire sulla rapidità della crescita, è possibile consumare in abbondanza cibi ricchi di magnesio e ferro oppure assumere degli integratori per capelli specifici come il nostro Hair Power Caps.

Densità dei capelli

La densità dei capelli, ossia il numero di capelli per centimetro quadrato, è un altro elemento che cambia da persona a persona e che può dipendere dal tipo di capello. Mediamente si attesta tra i 100-150 capelli per cm².

La densità è correlata al colore dei capelli: le persone con capelli biondi hanno circa 150 mila capelli, i castani 110 mila, i mori 100 mila e i rossi 90 mila.

Colore dei capelli

Anche il colore dei capelli è distintivo delle diverse etnie. Nel Nord Europa abbondano i capelli biondi, mentre i popoli Mediterranei sono prevalentemente castani o mori. In Africa e Asia è quasi impossibile trovare individui con i capelli rossi.

conoscere capelli colore capelliA fornire il colore ai nostri capelli è, come abbiamo visto, la melanina. Quando la melanina si trova solo a livello della cuticola i capelli restano chiari; quando la melanina, invece, si trova anche nel midollo del capello, allora conferisce la tonalità, sia essa nera o castana. Anche la luce che penetra tra le squame della cuticola influisce sul colore, determinandone tonalità e sfumature.

Capelli rossi

Le persone con i capelli rossi (o rutiliste) sono caratterizzate mediamente da occhi chiari (verdi o azzurri) e un incarnato puntellato da lentiggini ed efelidi. La ragione per cui esistono culture dove i capelli rossi sono assai diffusi (ad esempio l’Irlanda o la Scozia) è probabilmente legata all’esposizione alla luce solare. Lo ha spiegato uno studio condotto dalla St Andrews University che ha riscontrato una mutazione genetica in alcune popolazioni nordiche. Questa mutazione, che spiega il rutilismo, è avvenuta oltre 20.000 anni fa in reazione al cambiamento climatico, per favorire la produzione di vitamina D.

Capelli neri e castani

I colori nero e castano dipendono da un alto tasso di eumelanina e sono i più diffusi al mondo. Europei, americani, asiatici e africani hanno prevalentemente capelli castani e neri, con conformazioni differenti (ricci, lisci o crespi). Poiché, come abbiamo visto, la luce influisce sul colore, è ovvio capire come vicino all’equatore (per esempio in Africa o in America Centrale) troviamo la maggiore concentrazione di persone con i capelli neri mentre gli europei sono prevalentemente castani. Questi colori si accompagnano di norma a occhi neri o nocciola.

Capelli biondi

Le persone bionde producono maggiormente feomelanina e normalmente hanno occhi azzurri. Questo colore di capelli, nelle sue varie possibili sfumature e gradazioni, è diffusissimo nel Nord Europa. La presenza di capelli biondi in alcune zone dell’Europa Mediterranea (ad esempio in Sicilia) si spiega con le conquiste avvenute nel Medioevo da parte dei Vichinghi. Generalmente i capelli biondi sono più sottili di quelli rossi e neri.

Ciclo di ricrescita

Per ciclo di ricrescita dei capelli si intende quel processo fisiologico che garantisce il rinnovo della capigliatura. Ogni capello infatti, durante la vita di una persona, ripete più volte il suo ciclo di ricrescita (o ciclo pilifero): nasce, si sviluppa, muore, rinasce. È per questo che non c’è da preoccuparsi a fronte della quotidiana perdita di capelli, sempre che rientri nel limite di circa 35 capelli al giorno. Quando il numero è molto superiore, allora ci si potrebbe trovare di fronte a un problema e potrebbe valer la pena indagare i motivi della caduta, ma senza allarmismi.

La perdita di capelli, infatti, è strettamente correlata alle caratteristiche soggettive di ogni individuo, come il patrimonio genetico e l’equilibrio ormonale: per persone con molti capelli fin dalla nascita, ad esempio, potrebbe essere normale perdere anche 90/100 capelli al giorni. Non da ultimo, la caduta dei capelli è legata alla stagionalità.

Se nonostante questi fattori si riscontra una caduta di capelli eccessiva o improvvisamente anormale, allora è importante intervenire tempestivamente per evitare che i follicoli piliferi si atrofizzino, il che li renderebbe improduttivi. L’atrofia del follicolo avviene quando il numero di cicli geneticamente previsto si esaurisce.

Normalmente il ciclo di vita del capello di un uomo si attesta tra i 2 e i 4 anni, mentre per per la donna va tra i 5 e i 6, e si ripete fino a 20 volte durante tutta la vita dell’individuo. Se un follicolo smette di produrre in giovane età (ossia tra i 20 e i 40 anni), vuol dire che ha ridotto precocemente la durata di ogni ciclo.

Ricrescita capelli nei follicoli

All’interno di ogni follicolo la stessa papilla dermica origina anche più di un capello. Ogni follicolo (o unità follicolare) è composto da più fibre di capelli, mediamente da 1 a 3, più raramente 4 o 5, avvolte da una banda di collagene. Ogni fibra di capello dispone di un proprio muscolo erettore ed è connessa a proprie ghiandole sebacee. Questa conformazione dell’apparato pilosebaceo garantisce una crescita media del capello di circa 0,3 millimetri al giorno.

Mentre gli animali concentrano il ricambio dei peli in determinati periodi dell’anno (muta), per l’uomo il processo di ricrescita e ricambio dei capelli è continuo e impercettibile e si sviluppa in tre fasi (anagen, catagen e telogen). Peculiare, inoltre, è che il processo non coinvolge tutti i capelli contemporaneamente: i capelli hanno cicli di vita indipendenti gli uni dagli altri così che la densità della chioma resta sempre costante a dispetto della caduta fisiologica. La componente stagionale comporta un’accelerazione del ricambio solo in primavera ed autunno e potrebbe essere spiegata dal mutare della temperatura e della lunghezza delle giornate.

Quando il capello muore e cade, lascia sul fondo del follicolo la papilla dermica. Questa stessa papilla avvierà un nuovo processo dopo un periodo di riposo che dura circa 4/5 mesi. Questo processo di mitosi, ossia la separazione in due di una cellula, dà vita al nuovo capello. Allorché il bulbo pilifero è completamente formato, il capello viene sospinto verso la superficie del cuoio capelluto e, crescendo, spinge fuori il vecchio capello, comportandone la caduta.

Questa sostituzione dei capelli vecchi con capelli nuovi e sani scongiura la calvizie; man mano che questo processo diventa più breve si va incontro all’estinzione dei capelli. Se l’estinzione è precoce, è opportuno prevenirla con l’aiuto di specifici trattamenti per la ricrescita dei capelli, prima che sia troppo tardi.

Le fasi di ricrescita dei capelli

Ogni capigliatura si compone di capelli più spessi e robusti, che hanno un ciclo di vita più lungo, e capelli più sottili con un ciclo di vita più breve.

Il ciclo di vita (o di ricrescita, che dir si voglia) come abbiamo visto si sviluppa in tre fasi:

  • Fase di crescita o fase ANAGENA (da Anà = su, sopra + genà = genesi, nascita);
  • Fase di regressione o fase CATAGENA (da Katà = giù + genà = genesi, nascita);
  • Fase di riposo o fase TELOGENA (da Telòs = termine, fine + genà = genesi, nascita)

Fase Anagen

Dura fra i 2 e i 4 anni nell’uomo e fra i 5 e i 6 nella donna. Mediamente l’85-90% dei capelli di una capigliatura vive contemporaneamente in questa fase durante la quale il capello non smette mai di crescere.

L’attività metabolica di nutrimento e accrescimento è demandata al bulbo mentre la papilla dermica, introflessa nella matrice fondamentale del capello, entra in contatto con i terminali nervosi e i capillari sanguigni del derma, grazie ai quali i capelli ottengono ossigeno e nutrienti che ne garantiscono la ricrescita.

Fase Catagen

È la fase di regressione, cioè del progressivo calo delle funzioni vitali del capello. Durante questa fase, che ha una durata che si attesta tra 1 e 3 settimane, la scissione cellulare (mitosi) diminuisce rapidamente fino ad arrestarsi. Quando la mitosi cessa completamente, il bulbo si distacca dal follicolo e sale verso la superficie del derma.

La crescita dei capelli in questa fase è molto più lenta: il bulbo del capello comincia ad assottigliarsi rispetto al fusto, a causa dell’iponutrizione, fino a rimanere collegato alla papilla dermica solo tramite una fine colonna di cellule (le ultime cellule prodotte dalla matrice). Anche i melanociti smettono di alimentare il capello che progressivamente, così indebolito, cessa le proprie funzioni vitali.

Fase Telogen

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È l’ultima fase del ciclo di vita del capello ed è una fase di riposo che dura circa 2/4 mesi. in questa fase il capello è ancora all’interno del follicolo pilifero, ma è ormai morto poiché non riceve più ossigeno e nutrimento dalla papilla dermica ed è pertanto debolmente infisso nel follicolo. La radice del capello in questa fase ha un bulbo molto assottigliato e con bordi frastagliati, a forma di clava.

Molto spesso chi ha occasione di osservare questi capelli, che si presentano con una sorta di capocchia di spillo alla base, teme di aver perduto la parte germinativa del capello. Non è così: la radice in realtà è ancora alloggiata in profondità nella cute dei capelli ed è pronta per avviare la ricrescita del capello, una nuova fase ANAGEN.

Questa fase riguarda circa il 9-14% dei capelli di una capigliatura sana. A seconda del variare di questa percentuale si può supporre una modesta e incipiente alopecia (20%) o una alopecia importante (30%). Queste percentuali non valgono per i bambini, i quali hanno mediamente solo il 5% dei capelli in fase telogena e per questo normalmente possono sfoggiare capigliature tanto abbondanti.

Quando il nuovo capello in fase anagen “spinge” il vecchio fuori dal follicolo in cui è situato, allora il capello cade naturalmente. Durante questa fase può capitare di asportare inavvertitamente i capelli con una modesta trazione, per esempio grattandosi la testa o spazzolandosi. In questi casi il follicolo interrompe il riposo e inizia precocemente una nuova fase anagen. In alcuni casi, infine, potrebbe verificarsi una perdita di capelli talmente eccessiva da essere definita telogen effluvio.

Riconoscere le cause che scatenano la caduta dei capelli è il primo passo per scoprire i fattori che ne alterano il regolare ciclo di vita dei capelli e per intervenire nella maniera più appropriata.